FRATTURA DEL COLLO DEL FEMORE
Il collo del femore è la parte del femore più vicina all'anca. Una frattura del collo del femore, detta anche frattura del collo femorale, indica quindi una rottura di questa zona ossea vicino all'articolazione dell'anca. Nella pratica si parla spesso semplicemente di frattura dell'anca.
Questa lesione è drastica e può cambiare improvvisamente la vita quotidiana delle persone colpite. Proprio per questo è fondamentale capire bene cause, trattamento e riabilitazione.
DIFFERENZE TRA FASCE D'ETÀ E ATTIVITÀ
Le fratture del collo del femore si presentano in modo molto diverso a seconda della fase della vita.
Nelle persone anziane la frattura si verifica spesso già dopo una caduta apparentemente innocua. La causa è di solito l'osteoporosi, cioè la lenta perdita di sostanza ossea. Le ossa diventano così porose e molto più fragili. Anche situazioni quotidiane come scivolare in casa possono allora provocare una frattura. Fattori come l'andatura insicura, le vertigini o i problemi di vista aumentano ulteriormente il rischio di caduta.
Nelle persone più giovani questa lesione è molto più rara e si verifica di solito solo in seguito a forze elevate, tipicamente nello sport o negli incidenti stradali.
CAUSE NELLE PERSONE ANZIANE
In età avanzata la struttura ossea ha un ruolo centrale. A causa dell'osteoporosi l'osso perde stabilità, per cui anche sollecitazioni minime possono causare fratture. Questa cosiddetta «frattura da fragilità» non è solo un peso fisico, ma spesso anche un evento che sconvolge la vita quotidiana.
CAUSE TIPICHE NELLO SPORT
Nelle persone più giovani una frattura del collo del femore è di solito causata da un forte trauma ad alta energia, per esempio:
- Incidenti stradali
- Cadute durante lo sport
- Incidenti sportivi ad alta velocità o con forze elevate
Gli sport particolarmente a rischio sono:
- Sport di contatto come il calcio o il football americano
- Sci
- Sport estremi come il base jumping, il paracadutismo o l'arrampicata senza protezione
SINTOMI DI UNA FRATTURA DEL COLLO DEL FEMORE
Un segno classico è una gamba che appare accorciata e ruotata verso l'esterno. Inoltre compare un forte dolore nella zona dell'anca, spesso associato all'incapacità di sollevare attivamente la gamba o di caricarla.
Nelle fratture scomposte c'è inoltre il rischio che l'irrorazione della testa del femore venga compromessa. Nel peggiore dei casi il tessuto osseo può andare incontro a necrosi, una condizione che richiede un rapido intervento chirurgico.
Nelle fratture ingranate i sintomi sono spesso meno chiari. Le persone colpite avvertono a volte solo un dolore sordo, che può irradiarsi persino verso il ginocchio. Per questo la diagnosi viene di regola confermata con una radiografia.
TRATTAMENTO DI UNA FRATTURA DEL COLLO DEL FEMORE
Il trattamento dipende molto dalla stabilità e dal tipo di frattura.
Terapia conservativa
In caso di fratture stabili e poco scomposte, in rari casi si può optare per un trattamento conservativo. L'anca viene risparmiata e inizialmente caricata solo parzialmente. Con l'accompagnamento fisioterapico si procede a una mobilizzazione cauta.
Trattamento chirurgico (caso standard)
Nella maggior parte dei casi è però necessario un intervento, soprattutto nelle persone anziane, perché una mobilizzazione rapida è decisiva per la prognosi.
Si distingue tra:
1. Intervento conservativo della testa del femore
La frattura viene stabilizzata con viti o placche.
Trattamento successivo: carico parziale con stampelle per circa 6–7 settimane.
2. Intervento di sostituzione della testa del femore (protesi d'anca)
La testa del femore viene sostituita e stabilizzata con una protesi.
In questo caso spesso è possibile caricare prima.
DURATA DELLA GUARIGIONE
- Intervento conservativo della testa: carico parziale per circa 6–8 settimane, ritorno allo sport dopo circa 6 mesi
- Protesi d'anca: di solito è possibile un carico completo più precoce, ma il recupero funzionale richiede comunque settimane
PROGNOSI E CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE
Una frattura del collo del femore è una lesione seria, in particolare in età avanzata. Nonostante la medicina moderna possono verificarsi complicazioni.
Possibili conseguenze a lungo termine:
- Disturbi della guarigione della ferita o infezioni
- Trombosi venose profonde della gamba
- Mobilizzazione o lussazione della protesi
- Fratture periprotesiche in caso di nuove cadute
Oggi però una protesi d'anca può spesso funzionare in modo stabile per molti anni (fino a circa 15 anni).
COME SI SVOLGE LA RIABILITAZIONE?
Fase acuta
Dopo l'intervento o il trattamento conservativo, in primo piano c'è lo scarico. A seconda dell'intervento, l'anca può essere caricata solo parzialmente. In questa fase la fisioterapia e la mobilizzazione con le stampelle sono decisive.
Fase iniziale della riabilitazione
Al centro ci sono:
- Rieducazione del cammino con le stampelle
- Riduzione del gonfiore (p. es. linfodrenaggio)
- primi esercizi di mobilizzazione
- Prevenzione della perdita muscolare
Fase di potenziamento
Non appena la guarigione progredisce, inizia il potenziamento attivo:
- Allenamento della forza
- Coordinazione
- Equilibrio
- allenamento funzionale
Ritorno alla vita quotidiana
Dopo circa 6 mesi, a seconda del decorso, è possibile tornare ad attività più impegnative e in parte anche allo sport.
COSA PUOI FARE TU
Una frattura del collo del femore non è una condizione che si può semplicemente «aspettare che passi». Ma puoi contribuire attivamente e molto alla guarigione.
Subito dopo la lesione / l'intervento
- scarico costante
- uso di ausili per camminare
- fisioterapia regolare
Profilassi della trombosi (importante!)
Un esercizio semplice ma molto efficace:
- Posizione supina
- Ginocchia distese
- Estendere e flettere i piedi al ritmo di un secondo
- più volte al giorno 3 × 20 ripetizioni
A lungo termine
- Rinforzo muscolare delle gambe
- Stabilizzazione del tronco
- Allenamento della coordinazione
- aumento graduale del carico
PREVENZIONE
La prevenzione è particolarmente importante, soprattutto in età avanzata:
- Movimento regolare
- Allenamento di stabilità e forza
- Miglioramento di equilibrio e coordinazione
- Prevenzione delle cadute nella vita quotidiana (p. es. abitazione senza barriere)
- Favorire la stabilità circolatoria
Il movimento non è solo allenamento: protegge ossa, articolazioni e autonomia.
COME KINEO PUÒ AIUTARTI
Una frattura del collo del femore è un'esperienza drastica. Molte persone colpite si sentono insicure in questa fase, a volte anche sopraffatte. È proprio qui che interviene una fisioterapia mirata.
Da KINEO ti accompagniamo passo dopo passo nella riabilitazione, in base alla tua capacità di carico e al tuo obiettivo.
Subito dopo l'intervento
- Linfodrenaggio per ridurre il gonfiore
- Terapia manuale per la mobilizzazione
- Rieducazione del cammino con le stampelle
- primi esercizi di attivazione contro la perdita muscolare
Fase di potenziamento
- Allenamento della forza personalizzato
- Stabilizzazione del tronco e dell'asse della gamba
- Allenamento funzionale per affrontare la vita quotidiana
- Allenamento della coordinazione
Riabilitazione tardiva
- Sviluppo di forza e resistenza
- Miglioramento della capacità di carico
- Preparazione alla vita quotidiana ed eventualmente allo sport
Opzionale:
- Terapia medica di allenamento (MTT) a Thalwil, Wipkingen o Escher Wyss
- Allenamento sul SensoPro
- Allenamento funzionale con attrezzi
L'obiettivo non è solo la guarigione, ma un ritorno al movimento sicuro, stabile e autonomo.
FAQ: FRATTURA DEL COLLO DEL FEMORE
1. Quanto dura la guarigione dopo una frattura del collo del femore?
La guarigione dipende dal trattamento. Dopo un intervento conservativo della testa del femore la riabilitazione dura di solito diversi mesi, con piena capacità di carico dopo circa 6 mesi. Con una protesi d'anca il carico è spesso possibile prima, ma il recupero funzionale resta comunque importante.
2. Posso appoggiare il piede subito dopo l'intervento?
No. Il carico dipende dalla tecnica chirurgica. Di solito all'inizio è consentito solo un carico parziale, che viene aumentato gradualmente.
3. Quali sono i rischi?
Le possibili complicazioni sono trombosi, infezioni, disturbi della guarigione della ferita o problemi alla protesi. Una mobilizzazione precoce riduce sensibilmente molti di questi rischi.
4. Potrò tornare a fare sport?
Sì, ma gradualmente. Gli sport a basso impatto come la bicicletta o il nuoto sono spesso possibili prima. Gli sport ad alto carico solo dopo la riabilitazione completa e il via libera medico.
5. Cosa posso fare attivamente?
Una fisioterapia costante, movimento regolare entro i limiti consentiti, il rinforzo muscolare e il rispetto delle indicazioni sul carico sono decisivi per una buona guarigione.




